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Chi sono

Guido Maria Filippi

Sono Guido Maria Filippi, medico, professore associato di Fisiologia Umana presso l’Università Cattolica di Roma (Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma).

I miei settori di studio riguardano la neurofisiologia muscolare, il controllo motorio e la possibilità di agire sulla plasticità di quest’ultimo utilizzando la vibrazione meccanica focale introdotta dal prof Bianconi, primo direttore di Fisiologia Umana dell’Università Cattolica nel 1963.

Da decenni mi occupo degli aspetti applicativi di questa metodica nella riabilitazione:

  • Neurologica
  • Ortopedica
  • Della terza età

Svolgo inoltre collaborazioni di ricerca con l’Università La Sapienza di Roma e l’Università di Cassino, incentrate sul controllo motorio e la performance fisica.

Intenti

Come autore di queste pagine mio scopo primario è quello di offrire strumenti di maggiore comprensione circa la fisiologia e le problematiche del movimento, sia a professionisti sanitari, sia a chi non ha competenze specifiche, ma è interessato agli argomenti.

Il linguaggio rispetterà quindi diversi livelli, mantenendo la correttezza scientifica anche quando la presentazione è semplicemente divulgativa.

Particolare attenzione sarà prestata ad una metodica di introduzione relativamente recente, basata sulla vibrazione meccanica focale applicata a singoli muscoli, oggi utilizzata in un elevato numero di centri, sia pubblici che privati. Si offriranno quindi chiarimenti sul suo impiego, sui ragionevoli e possibili vantaggi e sui suoi limiti.

CroSystem

Come neurofisiologo, da decenni mi occupo di problemi di controllo motorio, sia nel sano che nel paziente. Dall’inizio di questo nuovo millennio la mia attenzione è andata focalizzandosi sugli effetti e le potenzialità di una particolare forma di leggera vibrazione meccanica, denominata in ambito riabilitativo Crosystem, e focal vibration (FV) o repeated muscle vibration (RMV) sulle pubblicazioni scientifiche.

Tale metodica, da me scoperta, si è dimostrata capace di indurre fenomeni di plasticità nervosa, aumentando la capacità di controllo motorio nel sano, come nel paziente, sia ortopedico che neurologico. La sua particolare non invasività ne consente inoltre l’applicazione e lo studio degli effetti sia in bambini che in ultranovantenni, come riportato nei diversi studi.

In questi anni ho avviato collaborazioni con numerosi centri universitari e clinici sullo studio degli effetti e delle possibili applicazioni del procedimento, nel quale si sono impegnati più di 100 ricercatori, appartenenti a circa 50 strutture di ricerca con la partecipazione di quasi 1000 pazienti, dai bambini agli anziani.